Tomba del beato martire diocesano Jeong Chan-mun

Panoramica La tomba del beato martire diocesano Jeong Chan-mun è un luogo sacro dell’arcidiocesi di Masan? No: della diocesi di Masan, situato davanti alla cappella missionaria di Sabong, nel villaggio Jungchon, Muchon-ri, Sabong-myeon, Jinju-si, Gyeongsangnam-do, ed è il luogo della tomba di colui che, nella persecuzione Byeongin del 1866, fu percosso fino al martirio nel carcere di Jinju, il beato Antonio Jeong Chan-mun (1822–1867). Poiché non si poté recuperare la testa del corpo, fu chiamata Mudumyo (無頭墓), che significa «tomba senza testa», e la chiesa competente è la chiesa di Munsan a Jinju. Storia Antonio Jeong Chan-mun (鄭燦文) nacque nel 1822 a Jungchon, passo Heoyu, Jinju, Gyeongsang-do (attuale …

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Indice
  1. Panoramica
  2. Storia
  3. Architettura e spazi
  4. Significato di fede e contesto di visita
  5. Luoghi e persone collegati
  6. Riferimenti e fonti

Panoramica

La tomba del beato martire diocesano Jeong Chan-mun è un luogo sacro della diocesi di Masan, situato davanti alla cappella missionaria di Sabong, nel villaggio Jungchon, Muchon-ri, Sabong-myeon, Jinju-si, Gyeongsangnam-do, ed è il luogo dove si trova la tomba di colui che, nella persecuzione Byeongin del 1866, fu percosso fino al martirio nel carcere di Jinju, il beato Antonio Jeong Chan-mun (1822–1867). Poiché non si poté recuperare la testa del corpo, fu chiamata Mudumyo (無頭墓), che significa «tomba senza testa», e la chiesa competente è la chiesa di Munsan a Jinju.

Storia

Antonio Jeong Chan-mun (鄭燦文) nacque nel 1822 a Jungchon, passo Heoyu, Jinju, Gyeongsang-do, oggi Sabong-myeon, Jinju-si, in una famiglia yangban (breve biografia della Conferenza episcopale). Gut Nyuseu tramanda che nacque come figlio unico del padre Jeong Seo-gon, della famiglia yangban Jeong di Jinyang, e della madre Kim di Ulsan, il 13 ottobre 1822 del calendario lunare. Si dice che la famiglia Jeong di Jinyang discendesse da Jeong On, censore maggiore alla fine di Goryeo, e che, continuando quella tradizione familiare, fosse noto per integrità e carattere retto.

Jeong Chan-mun si sposò prima del 1841 con Yun di Chirwon, donna di una famiglia cattolica della cappella missionaria di Gadeung a Daesan, ed ebbe un figlio, Jung-sun (Gut Nyuseu). Per l’esortazione della moglie, che aveva prima ricevuto il battesimo ed era entrata nella Chiesa, giunse a conoscere la fede cattolica, imparò la dottrina ed entrò nella Chiesa nel 1863, quando aveva 41 anni (breve biografia della Conferenza episcopale). Gut Nyuseu spiega che il periodo in cui questi coniugi svolgevano attività di evangelizzazione era una transizione precedente all’inizio pieno della persecuzione, per cui poterono evangelizzare attivamente senza subire relativamente la minaccia della persecuzione.

Quando scoppiò la persecuzione Byeongin nel 1866 e i fedeli cominciarono a essere arrestati, anche Jeong Chan-mun fu arrestato quell’autunno dagli sbirri di Jinju. Parenti e un funzionario subalterno locale conosciuto vennero e lo tentarono dicendogli che non sarebbe stato trascinato via se solo avesse detto di apostatare, ma la sua fede non vacillò (breve biografia della Conferenza episcopale). Condotto a Jinju, rimase rinchiuso in carcere per 25 giorni, fu condotto spesso davanti al magistrato e subì pene crudeli; nel frattempo i beni familiari furono confiscati e la famiglia visse in difficoltà. Sua moglie mendicava riso e glielo portava in carcere. Gut Nyuseu scrive che l’incoraggiamento della moglie Yun, che con il neonato sulle spalle mendicava riso per portarlo in carcere, fu una grande forza.

Un giorno, tratto di nuovo dal carcere e percosso innumerevoli volte, Jeong Chan-mun morì quella stessa notte ao essere trascinato di nuovo in carcere. Era il 25 gennaio 1867 (20 dicembre 1866 del calendario lunare) e aveva 45 anni (breve biografia della Conferenza episcopale). Gut Nyuseu presenta che il carcere di Jinju dove morì martire per bastonate si trovava tra il mercato centrale presso il mercato pubblico di Jinju e la chiesa di Okbong-dong, e che anche il beato Giuseppe Yun Bong-mun fu martirizzato lì. Al contrario, l’enciclopedia culturale digitale di Jinju registra che fu martirizzato sulla spiaggia sabbiosa del fiume Nam a Jinju, nella persecuzione cattolica del 20 dicembre dell’anno 3 del re Gojong di Joseon (1866), così che la descrizione del luogo del martirio differisce secondo la fonte.

Dopo il martirio, il corpo di Jeong Chan-mun rimase abbandonato in carcere per 3 giorni. La breve biografia della Conferenza episcopale tramanda che i nipoti raccolsero il corpo e lo seppellirono presso il paese natale, e che fino ad allora il corpo non si era irrigidito e il volto aveva colorito, come se fosse vivo. Secondo Gut Nyuseu e la guida ai luoghi sacri collegati della Conferenza episcopale, i cugini andarono a cercare il corpo, ma poiché era un corpo legato a gobok (考覆), non poterono portare la testa e recuperarono solo il tronco per seppellirlo, e per questo la tomba fu chiamata Mudumyo di Muchon-ri. La guida della Conferenza episcopale spiega che il gobok era, nel sistema delle tre aperture (三開) per cui un reo passibile di morte veniva interrogato ripetutamente aprendo tre volte il tribunale nazionale, il nuovo esame tramite inviato nel caso locale, e indica che la registrazione che Jeong Chan-mun subì il gobok quando fu arrestato appare nel «Registro delle testimonianze dei martiri della persecuzione Byeongin» (numero di catalogazione 163). Dopo, la tomba del martire rimase abbandonata per lunghi anni e fu dimenticata.

Il momento del ritrovamento della tomba è descritto in modo alquanto diverso secondo la fonte. Secondo Gut Nyuseu, nel 1946 il padre Bernardo Seo Jeong-do (1899–1964) della chiesa di Munsan udì la storia di Mudumyo dal presidente della cappella missionaria di Gumsil, a Sagok-ri, Sabong-myeon, e il 30 marzo 1948 trovò la tomba al bordo della strada del passo Heoyu grazie alla segnalazione di una nonna Kim di Gwangsan che viveva a Muchon-ri, allora di 94 anni. La guida ai luoghi sacri collegati della Conferenza episcopale scrive che nel 1947 padre Seo Jeong-do udì la tradizione orale e iniziò le indagini, e il 29 marzo 1948 trovò la tomba lungo la strada in pendio del passo Heoyu, e spiega che il tumulo era crollato al punto che nessuno poteva riconoscere che fosse una tomba. L’enciclopedia culturale digitale di Jinju scrive che nel 1947 padre Seo Jeong-do, con l’aiuto della nonna Kim di Gwangsan, scoprì il cimitero dopo vari tentativi di scavo.

Il 31 maggio 1948, davanti a fedeli e parenti esterni del martire, si esumarono i resti, si collocarono in una nuova bara, si spostò la tomba un po’ più in alto e si eresse il monumento preparato dalla parrocchia (Gut Nyuseu, guida ai luoghi sacri collegati della Conferenza episcopale). Dopo si formò il «Comitato per la creazione del luogo sacro del martire Antonio Jeong» e nel ottobre 1975 si traslarono i resti nell’attuale recinto della tomba del martire della cappella missionaria di Sabong, nel villaggio Jungchon, Muchon-ri, Sabong-myeon. Gut Nyuseu scrive che la traslazione fu a metà ottobre 1975 e che il 28 gennaio 1978 si risistemò la tomba e accanto si eresse la stele del martirio, e anche la guida della Conferenza episcopale dice che nel 1978 si eresse la «stele del martirio di Antonio Jeong». L’enciclopedia culturale digitale di Jinju narra che nel ottobre 1975 il comitato del luogo sacro celebrò il funerale e poi traslò la tomba dall’orto dove era stata scoperta per la prima volta alla collina posteriore di Muchon-ri, a 100 metri di distanza, ed eresse la stele del martirio.

Secondo Gut Nyuseu, la chiesa di Munsan, che ha conservato la tomba, costruì nella cappella missionaria di Sabong un nuovo edificio di cappella e ne celebrò la benedizione il 3 aprile 2005, per commemorare il 100.º anniversario della fondazione della parrocchia. È una struttura in acciaio di 1 piani con una superficie di circa 60 pyeong, e preparò separatamente una sala polivalente per i pellegrini e uno spazio liturgico. Antonio Jeong Chan-mun fu beatificato da papa Francesco il 16 agosto 2014 in piazza Gwanghwamun a Seul ed elevato al rango di beato.

Architettura e spazi

Gut Nyuseu presenta che dalla tomba di Jeong Chan-mun sul passo Heoyu si vede d’un colpo tutto il villaggio Jungchon, e spiega che il passo Heoyu era un passo che i fedeli attraversavano di frequente e che, superata la stazione di servizio di Sabong e salendo di circa 600 metri, appare la tomba. La guida ai luoghi sacri collegati della Conferenza episcopale riporta foto del cippo eretto nel luogo dove la tomba fu scoperta per la prima volta, al bordo della strada del passo Heoyu, e della «stele del martirio di Antonio Jeong». Davanti al recinto della tomba del martire sorge la cappella missionaria di Sabong.

Significato di fede e contesto di visita

Gut Nyuseu presenta questo luogo sacro con la frase «senza collo è Mudumyo?». L’enciclopedia culturale digitale di Jinju chiama Jeong Chan-mun pioniere del cattolicesimo nella regione di Jinju, e la guida della Conferenza episcopale tramanda che sua moglie conobbe prima la fede cattolica e condusse il marito a entrare nella Chiesa. Nella «Storia dei martiri di Yeongnam» è scritto che, dopo il martirio, sua moglie Yun non sopportò il maltrattamento dei parenti del marito, prese suo figlio Jung-sun e partì in lacrime dal passo Heoyu, che poi non se ne conosce la sorte, e che presso il passo Heoyu non vi sono discendenti diretti del martire e vivono discendenti collaterali (guida ai luoghi sacri collegati della Conferenza episcopale).

Luoghi e persone collegati

  • Cappella missionaria di Sabong: cappella missionaria situata davanti al recinto della tomba del martire; la chiesa competente è la chiesa di Munsan.
  • Chiesa di Munsan: parrocchia che ha conservato la tomba; nel 2005, per commemorare il 100.º anniversario della fondazione della parrocchia, costruì il nuovo edificio della cappella missionaria di Sabong.
  • Padre Bernardo Seo Jeong-do: sacerdote, parroco della chiesa di Munsan, che guidò l’opera di cercare Mudumyo.
  • Sito del carcere di Jinju: luogo dove Jeong Chan-mun fu imprigionato e martirizzato; la guida della Conferenza episcopale spiega che dove si trovava il carcere oggi si trova il mercato centrale di Jinju.
  • Beato Giuseppe Yun Bong-mun: secondo Gut Nyuseu, l’«apostolo di Geoje», martirizzato nello stesso carcere di Jinju.

Riferimenti e fonti

  1. Informazione cattolica Gut Nyuseu, tomba di Antonio Jeong Chan-mun, beato della diocesi di Masan. Si sono confermati famiglia e matrimonio, ingresso nella Chiesa, arresto e martirio, scoperta e traslazione di Mudumyo, nuova costruzione della cappella missionaria di Sabong nel 2005 e data della beatificazione.
    https://maria.catholic.or.kr/sa_ho/list/view.asp?ctxtOrgNum=2262&menugubun=holyplace
  2. Luoghi sacri cattolici Gut Nyuseu, tomba del beato Antonio Jeong Chan-mun in luoghi sacri e siti storici. Si sono confermati il riassunto di presentazione del luogo sacro e la località.
    https://m.catholic.or.kr/web/holyplace/?seq=2262
  3. Commissione speciale per la beatificazione e canonizzazione della Conferenza episcopale cattolica della Corea, breve biografia degli 124 beati: Antonio Jeong Chan-mun. Si sono confermati tempo di ingresso nella Chiesa, arresto e pene in carcere, data del martirio ed età, e recupero del corpo.
    https://cbck.or.kr/koreanmartyrs/124-Martyrs/110
  4. Commissione speciale per la beatificazione e canonizzazione della Conferenza episcopale cattolica della Corea, luogo sacro collegato: luogo sacro del martirio del beato Antonio Jeong Chan-mun. Si sono confermati gobok e tradizione orale di Mudumyo, scavo e traslazione della tomba, organismo competente e sorte della moglie.
    https://cbck.or.kr/koreanmartyrs/Shrines/20
  5. Enciclopedia culturale digitale di Jinju, luogo sacro del martirio di Antonio Jeong. Si sono confermati narrazione del martirio, scoperta della tomba e traslazione nel 1975, ed erezione della stele del martirio.
    https://jinju.grandculture.net/jinju/toc/GC00401861
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20/10/2026 02:28
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20/10/2026 02:28
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ID del luogo
aaf61a76-7c1c-4e01-89cb-786f2ffc86d6
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Citazione
Enciclopedia cattolica dei luoghi della Corea, "Tomba del beato martire diocesano Jeong Chan-mun", Ultima modifica 20/10/2026 02:28. https://missamap.com/it/kr/masan-gyogu-sungyobokja-jeongchanmun-myoso-shrine/wiki/