Tomba del beato martire diocesano Jeong Chan-mun
Santuario
교구 순교복자 정찬문 묘소
Su questo luogo
La tomba del beato martire diocesano Jeong Chan-mun è un luogo di pellegrinaggio della diocesi di Masan che onora il beato Jeong Chan-mun Antonio, martirizzato a Jinju durante la persecuzione Byeongin custodendo la fede. La commissione episcopale speciale per le beatificazioni e canonizzazioni della Conferenza episcopale coreana la presenta come luogo santo legato a Jeong Chan-mun Antonio, attualmente sotto la giurisdizione della chiesa di Munsan. Davanti all'area si trova la stazione missionaria di Sabong, per cui esaltazione del martire e vita di fede della comunità locale proseguono nello stesso luogo. Il significato centrale del luogo sta nel fare memoria e meditare la testimonianza di fede del martire. Jeong Chan-mun Antonio è un beato che, anche nella persecuzione, rifiutò l'apostasia e concluse la vita nel carcere di Jinju, e anche l'impegno dei fedeli successivi che cercarono di ritrovare, conservare ed esaltare i suoi resti è una parte importante che costituisce l'area odierna. Il visitatore, guardando insieme tomba e stazione missionaria, può osservare come si collegano la fede del tempo delle persecuzioni ottocentesche e la storia della Chiesa locale che ne ha custodito la memoria. La Conferenza episcopale lo classifica ufficialmente come uno dei 124 beati martiri coreani, così la tomba, oltre a essere spazio commemorativo di una figura locale, è collegata alla memoria della fede dei martiri pubblicamente venerata dalla Chiesa coreana.
Storia e origini
Jeong Chan-mun Antonio nacque nel 1822 a Jungchon, Heoyu-gogae, Jinju, nel Gyeongsang-do, in una famiglia yangban. Dopo aver incontrato la fede cattolica tramite la moglie, battezzata prima di lui, studiò il catechismo e aderì alla fede nel 1863, a 41 anni. Durante la persecuzione Byeongin, nell'autunno del 1866 fu arrestato dagli sbirri di Jinju, e rifiutò l'invito all'apostasia da parte di parenti e funzionari locali. Dopo aver subito più volte dure pene per 25 giorni nel carcere di Jinju, morì nella notte del 25 gennaio 1867. La breve biografia della Conferenza episcopale registra la sua forma di martirio come morte per bastonatura. Dopo il martirio il corpo fu sepolto vicino al paese natale, ma con il passare del tempo la posizione esatta della tomba fu tramandata oralmente. Nel 1947 don Seo Jeong-do Bernardo, parroco della parrocchia di Munsan, iniziò un'indagine sulla tomba basandosi sui racconti dei fedeli locali sul cosiddetto tumulo senza lapide. Il 29 marzo dell'anno seguente i giovani della parrocchia individuarono la tomba sul pendio di Heoyu-gogae grazie alla testimonianza di un anziano, e il 31 maggio don Seo riaprì la tomba, ricompose i resti in una nuova bara, la spostò poco più in alto e vi eresse una lapide. L'attuale area sepolcrale fu preparata in un momento successivo. Don Jung Sam-gyu Giovanni, parroco della parrocchia di Okbong-dong, organizzò insieme alle parrocchie vicine il comitato per l'esaltazione del martire Antonio Jeong e acquisì il terreno dell'area. Nel 1975, in ottobre, i resti furono traslati nel luogo attuale, e in seguito davanti all'area fu costruita la stazione missionaria di Sabong. Il santuario di oggi è significativo in quanto non conserva semplicemente la tomba originaria subito dopo il martirio, ma è il risultato del processo con cui la Chiesa locale ha ricercato e verificato la memoria del martire che rischiava di scomparire, per poi accoglierla di nuovo ed esaltarla. Jeong Chan-mun Antonio è uno dei 124 martiri, tra Paolo Yun Ji-chung e compagni, beatificati il 16 agosto 2014 a Gwanghwamun a Seul sotto la presidenza di papa Francesco. Con questa beatificazione la sua tomba è diventata luogo di esaltazione di un martire locale e al tempo stesso meta di pellegrinaggio in cui si incontra la fede di un beato pubblicamente onorato dalla Chiesa coreana. La storia della formazione dell'area mostra insieme non solo il fatto stesso del martirio, ma anche il processo con cui la Chiesa successiva ha ritrovato e verificato la memoria scomparsa per tramandarla come eredità di fede.
Enciclopedia dei luoghi cattolici coreani
La prima testimonianza di Tomba del beato martire diocesano Jeong Chan-mun
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Diocesi
Diocesi di Masan (Diocese of Masan)
Sito ufficiale: https://cathms.kr
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