Luogo santo dei martiri di Saenamteo
Santuario
새남터 순교성지
Su questo luogo
Il luogo santo dei martiri di Saenamteo è un rappresentativo sito storico dei martiri della Chiesa cattolica coreana, situato lungo il fiume Han a Yongsan, Seul. In epoca Joseon questa zona fu usata come campo di addestramento militare e luogo di esecuzione dei criminali gravi, e al tempo delle persecuzioni contro i cattolici divenne luogo di esecuzione di sacerdoti e dirigenti della Chiesa. La Commissione episcopale per le beatificazioni e canonizzazioni della Conferenza Episcopale Cattolica della Corea riassume che dal 1801, a partire da padre Giacomo Zhou Wen-mo, fino al 1866 qui furono martirizzati 11 sacerdoti e 3 laici dirigenti. Anche il primo sacerdote coreano, sant’Andrea Kim Dae-geon, vi fu martirizzato nel 1846.
L’odierna Saenamteo non è semplicemente un luogo che segnala l’antico patibolo, ma un luogo santo di pellegrinaggio in cui si ricordano e si pregano la fede e la testimonianza dei martiri. L’attuale chiesa commemorativa e lo spazio di venerazione delle reliquie svolgono il ruolo di proseguire questa memoria nella liturgia e nel pellegrinaggio. Se la parrocchia di Saenamteo sullo stesso terreno è la quotidiana comunità pastorale dei fedeli locali, il nome di luogo santo dei martiri di Saenamteo indica anzitutto l’identità del luogo che ricorda i martiri che qui diedero la vita e la loro fede. Il fatto che il carattere di luogo degli eventi dei martiri e l’odierno spazio di preghiera continuino nello stesso luogo rende Saenamteo al tempo stesso reperto storico e spazio vivo di fede.
Storia e origini
Si tramanda che il toponimo Saenamteo derivi da una duna di sabbia che si trovava presso il porto di Nodeul a nord del fiume Han, e in epoca Joseon fu utilizzato come campo di addestramento militare e luogo di esecuzione dei criminali gravi. Con l’inizio delle persecuzioni contro i cattolici, questo luogo fu usato in particolare come luogo di esecuzione di sacerdoti e dirigenti della Chiesa. Con il martirio nel 1801, durante la persecuzione Shinyu, del cinese padre Giacomo Zhou Wen-mo, condannato alla decapitazione con esposizione del capo, ebbe inizio la storia dei martiri cattolici di Saenamteo.
In seguito, durante la persecuzione Gihae del 1839 vi furono martirizzati il secondo vescovo di Joseon, mons. Imbert, e i padri Maubant e Chastan, e durante la persecuzione Byeongo del 1846 il primo sacerdote coreano, sant’Andrea Kim Dae-geon. Anche durante la persecuzione Byeongin del 1866 il vescovo Berneux con sacerdoti e fedeli diedero qui la vita. I materiali della Conferenza episcopale riassumono in 11 sacerdoti e 3 laici dirigenti i martiri di questo luogo dal 1801 al 1866.
La Chiesa cattolica coreana cercò presto di conservare questo sito. Anche nel 1890 tentò di acquistarne il terreno senza riuscirvi, e nel 1946 l’Associazione per la glorificazione dei martiri cattolici coreani, appena fondata, riprese l’acquisizione del luogo santo. Grazie a quegli sforzi nel 1950 fu assicurato l’attuale terreno, e nel luglio 1956, dopo la Guerra di Corea, fu eretta una torre dei martiri con l’iscrizione «luogo santo dei martiri cattolici». Fu una tappa importante in cui Saenamteo passò da semplice luogo storico di esecuzione a luogo ufficialmente ricordato e visitato in pellegrinaggio dalla Chiesa.
Nel 1981 sullo stesso terreno fu fondata la parrocchia di Saenamteo, e nel 1987 fu completata e dedicata la chiesa commemorativa in stile tradizionale coreano. In seguito sono proseguiti gli spazi di venerazione delle reliquie e le attività di glorificazione dei martiri, così Saenamteo si è consolidata come luogo santo in cui si incontrano in un unico luogo gli eventi del tempo delle persecuzioni, la memoria ecclesiale dei martiri e l’odierna liturgia e pellegrinaggio.
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Enciclopedia dei luoghi cattolici coreani
La prima testimonianza di Luogo santo dei martiri di Saenamteo
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