Santuario dei martiri di Hanti
Santuario
한티순교성지
Su questo luogo
Il Santuario dei martiri di Hanti è un santuario dei martiri amministrato dall’arcidiocesi di Daegu, luogo in cui i fedeli riunitisi per sfuggire alle persecuzioni vissero realmente, furono martirizzati e dove restano le loro tombe. È un luogo che ricorda attraverso le aree sepolcrali e i cammini di pellegrinaggio la vita del villaggio cattolico nel profondo dei monti e le tracce delle persecuzioni del XIX secolo, con la casa di ritiro di Hanti e vari spazi di preghiera allestiti insieme perché i pellegrini possano sostare e meditare sulla vita degli antenati nella fede.
Il significato del santuario non sta in un solo specifico evento di martirio. Vi si sovrappongono in un unico luogo il villaggio cattolico formatosi per sfuggire alle persecuzioni, i fedeli e i missionari che andavano e venivano per i sacramenti, il martirio degli anni Sessanta dell’Ottocento e la vita di fede poi ripresa. L’odierna Hanti, come spazio in cui si collegano il pellegrinaggio a piedi lungo le tombe, il punto di arrivo della “Via per Hanti”, la messa in onore dei martiri e i ritiri, fa comprendere in modo esperienziale come la fede cattolica della zona di Daegu e Gyeongbuk sia proseguita tra le persecuzioni.
Storia e origini
È difficile stabilire con precisione quando i fedeli cattolici si siano stabiliti a Hanti. La cronologia ufficiale del Santuario dei martiri di Hanti suggerisce la possibilità che intorno al 1815-1827, mentre si susseguivano le persecuzioni di Eulhae e di Jeonghae, le famiglie dei fedeli imprigionati presso l’ufficio governativo di Daegu abbiano iniziato a vivere qui per assisterli in carcere e per nascondersi. Nel 1838 la famiglia di Gioacchino Kim Hyeon-sang si trasferì a Hanti, e nel rapporto del 1862 del vescovo Berneux resta la registrazione di circa 40 persone che qui ricevettero i sacramenti.
Durante la persecuzione di Gyeongsing del 1860, Elisabetta Lee Seon-i, rifugiatasi a Hanti, e suo figlio Stefano Bae furono martirizzati, e quando nel 1866 iniziò la persecuzione di Byeongin, i fedeli di Daegu, Sinnamugol e altre località si rifugiarono di nuovo a Hanti. Nella primavera del 1868, con l’incursione delle truppe governative, vari fedeli che rifiutarono l’apostasia, tra cui il presidente della stazione Carlo Cho, furono martirizzati nel villaggio. Anche in seguito la comunità di fede non scomparve del tutto: nel 1882-1883 padre Kim Bo-rok amministrò i sacramenti a Hanti, e nel 1900 il numero dei fedeli superò gli 80.
L’onore ai martiri fu realizzato pienamente nella seconda metà del XX secolo. Nel 1967 iniziarono i pellegrinaggi, e dal 1983 proseguirono la messa periodica in onore dei martiri e l’indagine e l’acquisto dei terreni del santuario. Nel 1988 e nel 1991 furono individuate altre tombe di martiri, e nel corso di tale processo furono realizzati in successione la casa di ritiro, le strutture di accoglienza e la casa di spiritualità. Nel 2000 Hanti fu designata meta di pellegrinaggio per l’indulgenza plenaria del Grande Giubileo, e nel 2016 fu aperta la “Via per Hanti” che collega il villaggio cattolico e il cammino missionario, completando l’odierno sistema di pellegrinaggio.
Enciclopedia dei luoghi cattolici coreani
La prima testimonianza di Santuario dei martiri di Hanti
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Arcidiocesi di Daegu (Archdiocese of Daegu)
Sito ufficiale: http://www.daegu-archdiocese.or.kr
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